Non vogliamo credere a quello che sappiamo!!


Ho avuto un grande impatto sul pianeta nel viaggiare fino a qui in aereo. Ho emesso nell’atmosfera nove tonnellate di CO2, ossia il peso di due elefanti. Sono venuto qui per parlare di ecologia. E ho emesso tanto CO2 quanto un francese in un anno. Quindi cosa devo fare? Devo uccidere un francese quando torno a casa. Devo compensare l’anidride carbonica in un altro modo come faccio sempre.
Infatti il mio lavoro è mostrare il nostro impatto sul nostro pianeta. Vi mostro qualche esempio delle ultime fotografie che ho scattato lo scorso anno.
Alberta, sabbia petrolifera, molto inquinamento. Conoscete il problema, non vogliamo credere a quello che sappiamo. In Alberta le persone lavorano senza sosta, 24 ore al giorno per 7 giorni per estrarre tanto petrolio quanto riescono. Sappiamo della fine del petrolio. 
La sabbia bituminosa non è una soluzione a lungo termine.
Ma usiamo tre volte tanto petrolio di quello che troviamo ogni anno. Non vogliamo credere a quello che sappiamo. Neghiamo.
Barriera Corallina in Nuova Caledonia. Il 100 per cento del corallo potrebbe scomparire prima del 2050 a causa del riscaldamento globale. E sapete quanto i coralli siano sensibili alla temperatura, e quanto siano importanti per la biodiversità del mare.
Polo Nord. Ho scattato questa foto la scorsa estate. Era impossibile scattare questa foto 15 anni fa. Ora c’è un nuovo percorso aperto tra l’Atlantico e il Pacifico. Lo spessore dell’Artico è diminuito di più del 40 per cento dal 1960.
C’è un nuovo volto del Kilimangiaro senza ghiaccio. Immagine triste. Ha perso l’80 per cento dei suoi ghiacci. Secondo gli scienziati entro 100 anni tutti i ghiacciai della montagna saranno scomparsi. I ghiacciai sono molto importanti per la vita sulla terra. Come Al Gore vi ha detto, due miliardi di persone vivono dell’acqua dai ghiacciai dell’Himalaya.
Ritorno dei pescatori. Un quinto dell’umanità dipende dalla pesca per vivere. Oggi il 70 per cento della scorta di pesce è iper-sfruttata. Secondo la FAO se non cambiamo il nostro sistema di pescare le principali risorse marine scompariranno entro il 2015. Non vogliamo credere a quello che sappiamo.
Questa bellissima fotografia in Africa. Una persona su sei nel mondo non ha abbastanza da mangiare. Un miliardo di persone non hanno abbastanza da mangiare. In Africa, il mais è uno degli alimenti principali in molti posti. Qui in America il 90 per cento del mais coltivato viene usato per nutrire gli animali o per produrre olio.
Piantagione di palme in Borneo. Ogni anno perdiamo 50 mila miglia quadrate in deforestazione.
Campo di rifugiati in Darfur. Oggi abbiamo 20 milioni di rifugiati nel mondo. Secondo l’ONU si parla di 250 milioni di rifugiati entro il 2050.
Mostro sempre le mie fotografie per strada. Abbiamo già fatto 100 esposizioni nelle città. Ma come capire il mondo senza la voce delle persone? Il paesaggio non era abbastanza. Era ovvio per me fare un altro lavoro. Ho avviato un progetto chiamato “Six Billion Others”. Ho mandato sei cameramen in giro per il mondo a fare la stessa domanda, la stessa domanda cruciale, riguardo la vita. Abbiamo fatto 5 mila interviste. Ora vi mostro questo.

Uomo: La cosa più bella mai successa nella mia vita? Quando mio padre mi ha detto: “Ecco, ti do questa ragazza come fidanzata.” Video: L’amore? L’amore è bello se puoi averlo.
Secondo uomo: Romeo e Giulietta, Sassi e Panno, Dodi e Diana, Heer e Ranjha, questo è amore! (Terzo uomo: la mia più grande paura è…)
Donna: mi stai facendo una domanda difficile.
Quarto uomo: vivo felicemente perchè cos’altro dovrei fare?
Quinto uomo: la prima cosa che ricordo… (Sesto uomo: ecco come ho imparato, da mia madre,) Quinto uomo:… della mia infanzia, (Sesto uomo: che si devono rispettare gli umani.) 
Quinto uomo: ci stavamo divertendo, in bicicletta. (Sesto uomo: non dimenticherò mai queste parole.)
Settimo uomo: abbiamo inventato storie, abbiamo volato in giro per il mondo, mentre rimanevamo nel nostro attico.
Ottavo uomo: Mi sono fatto un gran risata oggi.Nono uomo: vedi, la famiglia è… è terribile.
Decimo uomo: Nella parola vita, tu hai la vita.
Undicesimo uomo: Chi sono io? Non è quella la domanda più grande?
Dodicesimo uomo: Se tornassi in Iraq e parlassi alla gente, dovrei inchinarmi e baciare i loro piedi. Proprio come quella donna ha cercato di baciare i miei piedi quando noi stavamo prendendo i suoi figli. Mi vergogno. E mi sento umiliato dalla loro forza. E sentirò per sempre la necessità di risarcire l’Iraq.
Seconda donna: Papà, mamma, sono cresciuta. Non dovete preoccuparvi per me. Papà non deve andare a lavorare. La mia famiglia… cosa posso dire? Al momento, la mia famiglia è molto povera, nella mia vita qui a Shenzhen dimostro a me stessa che posso guadagnare di più e lasciar riposare i miei genitori e avere qualcosa con cui vivere. Non voglio che spendano tutta la loro vita in povertà. Se un giorno realizzerò qualcosa, ringrazierò voi papà e mamma. Grazie. Grazie per avermi nutrito e cresciuto, e per avermi dato la vita che ho oggi. Grazie.
Tredicesimo uomo: Dopo sette anni che sono sulla sedia a rotelle, ho fatto di più nella mia vita stando su una sedia che non fuori da essa. Faccio ancora surf. Navigo il mondo. Faccio immersione libera. Dopo che molte persone dissero che non potevo farlo. E credo che quello venga dal connettersi con la natura, connettersi con l’energia della vita. Perchè tutti sul pianeta siamo in qualche modo disabili. Spiritualmente, mentalmente o fisicamente. A me è toccata la parte facile.
Quattordicesimo uomo: Diciamo che ci stiamo simpatici a vicenda. Tu vieni da altrove. Tu non mi conosci. Io non conosco te. Parliamo senza mentire. Se mi piaci davvero, ti regalo una mucca e molte altre cose e diventiamo amici. Come possiamo fare tutto da soli?

YAB: potete anche andare sul sito. E rispondere alle domande. 40 domande cruciali.

Ora vi parlerò del mio film. Negli ultimi tre anni, ho ripreso la terra per il film. Il nome del film è “Home””Maison” Riguarda lo stato del pianeta, è una fantastica storia della vita sulla terra. Sono molto orgoglioso di mostrarvi il teaser.

Questa Terra ha quattro miliardi e mezzo di anni. Queste piante hanno parecchie centinaia di milioni di anni. E noi umani camminiamo in modo eretto solo da 200 mila anni. Siamo riusciti ad adattarci. E abbiamo conquistato l’intero pianeta. Per generazioni, abbiamo allevato i nostri figli, come milioni di altre specie che vivono accanto a noi. Negli ultimi 30 anni ho osservato da vicino la terra e i suoi abitanti dall’alto nel cielo. La nostra vita è legata al benessere del nostro pianeta. Dipendiamo dall’acqua, dalle foreste, dai deserti, dagli oceani. La pesca, l’allevamento, l’agricoltura sono ancora le principali occupazioni umane nel mondo. E quello che ci lega è molto più grande di quello che ci divide. Noi tutti condividiamo lo stesso bisogno per i doni della terra. Lo stesso desiderio di elevarci, e diventare migliori. Ma continuiamo ancora ad alzare muri per tenerci divisi.

Oggi la nostra più grande battaglia è proteggere i doni naturali del nostro pianeta. 

In meno di 50 anni lo abbiamo alterato più profondamente che nell’intera storia dell’umanità.
Metà delle foreste del mondo sono scomparse. Le risorse d’acqua si stanno esaurendo. L’agricoltura intensiva sta impoverendo i suoli. Le nostre risorse d’energia non sono sostenibili. Il clima sta cambiando. Stiamo mettendo in pericolo noi stessi. Stiamo solo cercando di migliorare le nostre vite. Ma le differenze di ricchezza stanno diventando sempre più ampie. Non abbiamo ancora capito che stiamo andando ad un passo molto più veloce di quello che il pianeta può sostenere. Sappiamo che oggi ci sono soluzioni disponibili.

Tutti noi abbiamo il potere di cambiare questa tendenza per il meglio.
Quindi cosa stiamo aspettando?


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