Dio ci aiuti! Trenitalia e gli ingegneri… VIVA IL SILENZIO! VIVA I NO TAV!

Ieri sono andata alla stazione di porta nuova di Torino ad accompagnare la mia dolce e amata nipote…

Da molto tempo non visitavo la nostra (un tempo “BELLA”) stazione cittadina e ora vi racconto le mie impressioni…
Il primo impatto é stato quello di essere entrata per errore, anzi “per ORRORE”, alla rinascente o in un piccolissimo mall, dico “piccolo” perché avendo avuto la possibilità di visitare i supermall di Shanghai, ormai qualsiasi altro centro commerciale nel resto del mondo, per grande che sia, mi sembra sempre mignon. Trovo sempre molto ridicolo, oltremodo stupido e controproducente, questo tentativo idiota di noi occidentali bianchi, ed in particolare degli italiani, architetti e urbanisti vari, di scimiottare quello che non potremo mai ottenere, é un fare che ci fa sminuire e che trasforma le nostre piccole città in banali brutte copie senza anima e senza storia.
Della stazione dei mie ricordi, di quell’anima dolce e patinata, sospesa nel tempo, permeata dall’odore dei freni dei treni che ricordava vagamente l’odore dei carciofi, non era rimasto nulla. Della fontanella al centro tra i binari dove c’era sempre un raggio di luce ad illuminarla e che spruzzava all’insù, dove tutti si abbeveravano anche se non avevano sete, solo perché era divertente, e dove vedevi i bambini che ci giocavano a bagnarsi… Nulla sparita, se vuoi bere paghi e vai ad un bar.
Quel luogo tanto amato e sicuro, dove sulle banchine tra le rotaie semplici, silenziose, luoghi sereni dove la gente aspettava tranquilla, seduta, osservando solo il passare delle persone con le loro valigie e dove gli uccellinipotevano becchettare tra le rotaie piene di calce, e dove la pace dell’attesa si interrompeva a tratti e solo dal rumore del treno che arrivava o dall’annuncio dell’alto parlante, ecco di quella roba li che ricordavo, non ne é rimasto più nulla. Forse l’esterno é identico ad un tempo, ma l’anima della stazione l’anima é ormai defunta, anzi é stata “ammazzata“.

Oggi ci sono negozi a profusione, sempre i soliti noiosi negozi che trovi ovunque, praticamente sempre tutti uguali e che vendono tutti sempre le stesse cose, brutte e dozzinali. Spete bene di cosa parlo, quelle catene in franchising internazionali, che collaborano ampiamente a far apparire il mondo intero ad un “non luogo” morto, perché sono veramente ovunque e in qualsiasi nazione ti trovi, se stai dentro i circuiti di passaggio, il centro, la stazione, le piazze principali, insomma i percorsi legati ai flussi dei suoi frequentatori, ormi sono sempre e schifosamente tutti uguali, perfettamente omologati e strettamente commerciali (sappiamo inoltre tutti che queste corporation internazionali, producono nel terzo mondo a prezzi stracciati, e vendono al primo mondo con lauti guadagni).


La cosa più grave é che le cose più importanti, di quello che intendevo di una stazione, oggi sono difficilissime da trovare, la biglietteria per esempio, non vorrei dire una banalità, ma credetemi é difficile persino orientarsi per trovare i semplici bagni o il solito rassicurante ufficio informazioni, figuriamoci quella tanto ambita di un tempo per i vagabondi soprattutto la notte la sala di aspetto, quella proprio credo non ci sia nemmeno più. Non parliamo poi di quell’utile servizio che si usava un casino da chi girava come me in sacco a pelo e zaino, il luogo più sicuro dove lasciare i propri pochi bagagli, il vecchio deposito bagagli. Nulla, forse c’é chissa, forse sono io che non sono riuscita a trovarlo, ma tutti questi semplici luoghi di riferimento ormai non si capisce davvero più dove siano…

Di operatori dei treni o di vecchi Capostazioni a cui rivolgere i nostri dubbi e incertezze, nemmeno l’ombra, sono spariti, ma di poliziotti si, di quelli invece se ne vedono davvero molti.

La biglietteria poi é automatica, il che limita enormemente le variabili di tragitto o di orario, ma soprattutto di prezzo, e allora se pur con difficoltà e cercandolo con il lanternino, ho finalmente trovato il vecchio pannello degli orari in partenza, era dietro ad una colonna, con il solito capannello di anziani a cercare di leggerlo. Vi ricordate quelli su fondo giallino, semplici tranquilli, leggibili a tutti… Con molta tristezza scopro anche che di treni economici, quelli regionali semplici, mia nipote doveva andare solo fino a Genova, non a canicattì, bene di questi treni semplici ed economici, che partono ogni ora, ecco di quelli nemmeno l’ombra, non ne esistono praticamente più, e così si salta da un trenno delle 8,20 del mattino alle 11,45 per prendere il torino salerno… pazzia! Lo smarrimento e il senso di frustrazione intanto aumentavano…

I prezzi dei viaggi in treno sono ormai inacessibili, cari come il fuoco, e io, che pratico più gli aereoporti che le stazioni dei treni, trovo che in rapporto siano di gran lunga molto più economici, e a parità di servizio e di velocità, ma principalmente e in assoluto, trovo che gli aereoporti siano davvero molto più tranquilli.
L’inquietudine però più rilevante e ossessiva sono la comparsa dei MONITOR, il cosidetto Digital Signage, sono disseminati in ogni dove, sono ovunque ti giri o volgi lo sguardo. Trasmettono pubblicità in continuazione tutti insieme e con un volume davvero esagerato, e assolutamente fuori dalla norma. In particolare ieri, stava passando uno spot di un convegno di ingegneri che si svolgerà a breve a Bari. Una vera schifezza di spot! Una musica tremenda, delle immagini bruttissime, di pessimo gusto, banali e anche un po’ scadenti forse in bassa risoluzione, di quelle che fanno i soliti “non” professionisti dell’immagine con delle macchinette che probabilmente trovano nei fustini del detersivo, o peggio rubate da internet… Ma ancora peggio, oltre alle pessime immagini scelte era che avevano una grafica davvero scadente e a dir poco banale, (quel solito fai da te tutto italiano, di grafici improvvisati che di comunicazione non capiscono una cippa) e sul copywriting stendo un velo per non infierire troppo. Ma non basta, la ciliegina sulla torta era proprio la musica, predonominante su tutto lo spot, che era chiaramente impossibile non sentirla, visto che ti seguiva attraverso tutti i monitor che ci sono e ovunque tu ti trovassi. Una musica davvero fuori luogo che nel trambusto generale diventava puro e fastidioso rumore.
Credo proprio che il povero Antonín Dvořák, se mai sapesse che fine ha fatto la sua ultima grande opera intitolata “al nuovo mondo” si rivolterebbe nella tomba in preda a convulsioni e scoramento, credo che scoppierebbe a piangere disperato. Questo bellissimo brano che a sentirsi in un conservatorio con una buona acustica, verrebbe certamente apprezzato e amato, buttato li alla rinfusa in una stazione qualunque, oltretutto per fini meramente pubblicitari, diventa inquietante, ossessiva. Infatti i soliti “geni” della comunicazione hanno messo in loop solo un pezzo del brano completo, un pezzo di un “tempo” che era già un finale, per precisione il quarto di una sinfonia completa, il che risulta come un pezzo strappato di un bellissimo corpo, é ovvio che risulti mostruoso… OVVIO!
La cosa buffa e che questi ingegneri dovrebbero essere quelli che si occupano anche di acustica ambientale… figuriamoci mai😦
ma vi prego, vedetelo e sentitelo anche voi, questo schifo di spot, e immaginatelo anche alla stazione sparato a bomba, forse allora capirete meglio il mio sgomento nel sentirlo un centinaio di volte in meno di un ora e del perché ho scritto oggi ho sentito il dovere di scrivere questo articolo. Eccolo!

Lo so, adesso state male anche voi, scusatemi, era necessario perché voi capiste.

Riguardo all’inquinamento acustico, io da un po’ di anni ormai, proprio non mi spiego perché nei negozi, nei bar, ormai quasi in ogni  locale pubblico, persino nei ristoranti o nelle pizzerie, praticamente dappertutto, e alla stazione ancora di più, ci siano video accesi e si spari musica spesso “orribilis” e ad altissimo volume. Non sono per nulla certa che questo incrementi le vendite, e vedendo il livello di crescita del paese ne ho anche la certezza. E’ esagerato o no secondo voi sto casino infernale? Ve ne siete accorti? E allora, perché non gli diciamo di smetterla, di spegnere sti monito e di stare in silenzio?

Io poi mi chiedo come riescano a sopravvivere quei poveretti costretti a lavorare 8 ore con un inquinamento acustico di tale portata, gli operai di un tempo si lamentavano del rumore alle catene di montaggio e chiedevano di essere forniti di cuffie protettive, venivano visitati dai medici del lavoro, ma oggi? Cosa si fa per il danno acustico nei luoghi di lavoro oggi? E i sindacati dove sono finiti?

A ben vederli questi dipendenti o queste commesse,  apparentemente sembrano persino felici, alcuni canticchiano, anche se i loro sguardi sono spersi o assenti, proprio come se la loro mente, ma ancor di più la loro coscienza fosse andata in vacanza partita chissa per quali luoghi lontani…
Non ancora paga, sono entrata anche in un negozio, ormai ero dentro il girone infernale e volevo vederlo fino in fondo.

Ho dovuto chiaramente urlare per attirare l’attenzione di una poveretta che girata di spalle a me, stava mettendo a posto degli articoli,  poi sono andata anche nel camerino a provare un articolo e li non riuscivo quasi a vedermi nello specchio, infatti ero davvero distratta nel mio NONpensare, proprio dal volume assurdo delle casse acustiche che erano state messe proprio a fianco dei camerini.  Bohh… Ora, io non so quanti decibel spararassero da quelle casse, ma nei rave party dei miei ricordi, credo seriamente che il volume fosse decisamente inferiore.
L’inquinamento acustico che non viene mai affrontato come un grave prolema, anzi “il” grave problema, mentre lo é seriamente, in questa stazione torinese è sicuramente al massimo del consentito o forse anche oltre, é tutto un urlare, e capisco sempre di più perché certa gente giri proteggendosi con le cuffiette, almeno la musica e il volume sono loro a sceglierli…
Come è possibile che la gente accetti tutta questa violenza acustica. Pensate che nell’uscire su corso vittorio nel casino del traffico solito, mi é sembrata quasi una liberazione, mi sentivo soffocare e quel rumore del traffico sembrava quasi un silenzio per le mie povere orecchie martoriate.
Immaginate che ogni negozio ha una sua musica, che si somma alle musiche degli altri negozi, ai mille monitor pubblicitari, al rumore dei treni e al vociare della gente, gente che chiaramente é costretta suo malgrado ad alzare il volume della propria voce solo per farsi sentire, e capirete che ne esce fuori un blob acustico informe e inquietante, se poi pensate che erano solo le 9 del mattino…  la stazione di Porta Nuova é un carcere acustico, é una tortura. Io ci farei sostare ben volentieri il signor Matteoli per una settimana 8 ore al giorno solo per punizione e che diamine, forse poi capirebbe che ne dite?
Trenitalia mi fa sempre più schifo, mi sta facendo odiare i treni, che erano il mio mezzo più amato.
Quello che intendevo per “viaggio in treno” o per “stazione di treni”é assolutamente altro da questa follia demenziale e oscena che trovo tutte le volte che arrivo in una stazione italiana.
Senza contare che poi dopo tutta questa inutile tecnologia alienante e folle, il treno che la mia povera nipote ha dovuto prendere, era vecchio e scassatissimo e anche sporco.
Fortunatamente però, anche i binari sono zeppi di meravigliose erbe vagabonde che spuntavano ovunque, questo si mi fa ben sperare, prima o poi la natura avrà finalmente il sopravvenoto su di noi.
Poi per assurdo, mentre salutavo tristemente la mia amata nipote che partiva, scopro che usano ancora il vecchio fischietto per annunciare la chiusura delle porte e la partenza del treno, mi é scappato un sorriso, solo chissa se si saranno chiesti chi mai riesce più a sentirlo quel fischietto nel casino o gli annunci dei soliti ritardi dei treni?

Ancora di più mi sento di dire  oggi, Viva i No TAV e viva i treni lenti ma puntuali, semplici ma puliti, e viva ancor di più le stazioni silenziose e umane di un tempo…

lo sanno anche le pietre che
Chi va piano va sano e lontano e chi va veloce va alla morte…

Informazioni su zipstudio

100% idee, progetti, art-action, vintage, riciclo, fiori, piante...
Questa voce è stata pubblicata in critica, piemonte, pubblicità, torino. Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...