Il popolo della terra. Resistenze umane

Ieri sono andata alla Maddalena a vedere con i miei occhi il presidio dei NO TAV. Sono andata per dare una mano come sempre se poteva servire, ma soprattutto per capire meglio cosa stava accadendo proprio li. Sapevo delle barricate, sapevo della tanta gente che da settimane dormiva li, ma da brava cittadina Torinese non capivo bene cosa stesse accadendo veramente, ma sentivo proprio che dovevo andare, il mio istinto lo diceva.

Il mio essere NO TAV non é mai stata una scelta razionale o logica, anche se ci sono tutte le premesse per esserlo, e devo ammettere che la valle di susa non la conosco nemmeno troppo bene, il famosissimo Sestriere che purtroppo ho veramente visto di persona mi fa letteralmente schifo, é più inquinato di piazza statuto, la neve é sporca,  la gente é strana, tutta vestita di cose lussuose e decisamente superflue, troppo davvero troppo eccentriche, cose che cozzano con la montagna come quelle giacche a vento dorate o argentate con le paillets… mahh, comunque, anche Bardonecchia é come si dice un puttanaio, rumore, auto casino.. Salice d’Oulx peggio ancora.
Per me, devo ammetterlo, e che questa é la mia umile e personale opinione e non certo un giudizio, sono sempre stati dei luoghi alieni, dei NON LUOGHI. La prima volta che ci andai non mi sarei mai aspettata, in quanto credevo di andare in montagna, che mi sarei invece trovata in mezzo ad un casino di persone che parlavano e ridevano quasi ossessivamente, spesso anche ad alta voce nei vari locali per strada, in mezzo ad auto e smog, e poi queste persone troppo scure in faccia che sembravano l’arrosto di mia madre, ma forse anche un po’ più bruciato, e alcuni poi, incredibili, con le labbra bianche per nascondere herpes purulenti davvero poco piacevoli a vedersi, e gli occhi nascosti bene da occhiali in forme e colori improbabili.
Insomma definirli luoghi di MONTAGNA per me era, é resta, un vero ossimoro, le auto sono ovunque, puzzano, fanno rumore, le piste sciistiche e lo sci in generale poi, non mi sono proprio mai piaciute, ma proprio mai giuro. Intanto, per arrivarci se non hai la casa li (che manco regalata vorrei mai) devi alzarti prestissimo per andarci in automobile o in treno, devi prevedere delle vestizioni complicatissime e forzate, fatte a strati con tessuti spesso di plastica ed elettrostatiche, che i capelli si alzano come fossero elettrici, spesso tute sempre troppo aderenti o sempre troppo imbottite che ti senti un omino della michelin, e poi quando sei li al freddo e in quella che loro chiamano montagna, devi metterti delle scarpe di plastica rigide e scomodissime, con dei ganci che sembrano quasi oggetti di tortura del medioevo solo molto più tecnologiche, che io trovo assolutamente innaturali per i mie piedini delicati, e poi, dopo averle fortemente serrate quasi a non sentire più i piedi, devi attaccarle a dei listelli lunghi lunghi, che tra l’altro devi pure portarti a fatica sulle spalle fin sulla cima della montagna, scomodi e ingombranti, sono scivolossisimi sono gli sci, sono quelli che servono a scendere sulla neve. Ma per salire (ovviamente visto che il divertimento pare che stia nel scendere bardato come un astronauta) devi usare anche dei macchinari a dir poco infernali. Questi macchinari in genere sono anch’essi rumorosissimi e puzzano anch’essi perché vanno a petrolio, sono degli enormi cavi di acciaio che si muovono su delle rotellone di ferro giganti e tutto é sostenuto da dei piloni composti da quintali di cemento armato e davvero orrendi a vedersi, sia d’inverno che d’estate, perché devastano il panorama naturale e si mischiano come alieni tra quei pochi alberi rimasti sulle superfici spelacchiate della montagna, che a vedersi a me ricordano le teste dei skinheads. Questi macchinari sono abbastanza veloci e oltre ad essere rumorosi, devi pure starci anche molto attento ad usarli per salirci su, non ti puoi certo rilassare, perché puoi cascare, scivolare e anche farti del male sul serio, daltronde sono di ferro e tu sei paralizzato nelle scarpe di plastica scomodissime e sempre con quei cosi ingombranti lunghi e pesanti sulle spalle…  Ma non basta, per salire su quei cosi osceni, puzzolenti e rumorosi, devi fare prima anche delle code infinite, sempre cercando di non prenderti gli sci di qualcun’altro sulla testa e in genere le code le fai sudando da bestia anche perché sei fermo dentro a delle tute di plastica, e poi per finire, devi anche pagarne un biglietto oltremodo carissimo e assolutamente fuori portata della gente normale, infatti sciare pare sia una cosa da fighi ricchi dicono…  Il tutto manco a dirlo, è sempre corredato da bambini ovunque che urlano isterici,  genitori che urlano arrabbiati e stressati, coppie che litigano non si sa bene per cosa, ragazzini adolescenti esagitati che spesso bevono e fumano mangiando cibi trash che a volte sembrano anche felici ma forse sono solo fusi o sbronzi già dal mattino.  Insomma tutte cose che in montagna io reputo davvero fuori luogo, e ogni volta che mi ci ritrovo aimè, magari per accompagnare l’ennesimo sciatore incallito che cerca di convincermi che é bello quel modo li di andare in montagna, io non posso fare altro che chiedermi, riconfermandomi la mia alienità: ma che cosa ci troveramnno mai di bello in sto macello infernale? anche perché, oltre a dover fare fatiche immani, sudare, alzarti presto, stare scomodo e dolorante nelle scarpe del medioevo, spendere un sacco di soldi, il godimento, “dicono”  dovrebbe essere nel scendere sulle piste, cosa che ho fatto, e figuriamoci, ma rendendomi conto che non riesci nemmeno a goderti il panorama che ti circonda, magari un attimo tranquillo e in santa pace, perché stare sulle piste e come stare al lavoro, devi fare in fretta ed essere efficiente e attentissimo, non puoi rilassarti mai, si perché ci sono degli omini sempre coperti di plastica come te e su lunghe barre di plastica, ma che però ti sfrecciano a fianco ai 200 all’ora e  se ti va di sfiga ti falciano e magari ti ammazzano pure, si proprio li sulla pista da sci  come é già successo più volte purtroppo… Come avrete capito non é proprio lo sport che preferisco lo sci e quindi in val di susa le uniche volte che ci vado spesso é proprio e solo per le manifestazioni dei NO TAV.

Il mio essere NO TAV é stata inizialmente una sola scelta di cuore, mi é bastato andare alla prima manifestazione circa 10 anni fa, adesso non ricordo nemmeno più quando, con dei cari amici, per innamorarmi di quegli sguardi incrociati, di signore anziane, ma bellissime, con gli occhi che gli brillavano e i capelli bianchi e le quelle loro bellissime rughe portate con orgoglio sulla pelle. Vedere e sentire le parole di Perino e di tanti altri, sentire quell’umanità che spesso manca ovunque, per capire subito che quello era un popolo della terra, quindi era anche il mio popolo e che quello che stava facendo era solo difendere la propria già bistrattata terra.
Per me i NO TAV sono proprio come i nativi amercicani di un tempo, anche loro si sono visti a poco a poco massacrare ed espropriare la propria terra e le proprie montagne, la val di susa ha già ben tre statali, un autostrada e una ferrovia in una larghezza di valle inferiore al kilometro e mezzo, immaginatevi voi che disastro, e poi hanno dovuto subire il rumore delle auto, oltre a quelle dei cantieri dei camion passati per anni nel costruirle, e questo per chi abita li da sempre non é bello da sentire, ne da vedere, in quello che era un tempo il loro silenzio della loro montagna sacra.

Scusate se sono andata fuori tema,  mi piace scrivere : )

torniamo a domenica alla Maddalena di Chiomonte…
Arrivo al presidio, e come al solito vedo solo bella gente, un sacco di bella gente, proprio quella che piace a me, erano ovunque, c’erano giovani e vecchi, bambini di ogni età, ne ho visto uno che non aveva più di tre o quattro mesi, poi c’erano i musicanti, e strumenti come violini chitarre e ottoni, c’era gente che cantava molto ben intonata con belle voci i caldi cori di montagna e di vecchie lotte di resistetnza, e poi tante persone che stavano tranquille a fare niente e a godersi il panorama, altre che dormivano tranquille, altre che invece cercavano di assicurare le porte di resistenza.
Si, c’erano delle specie di checkpoint fatti con pietre e tronchi, ferri saldati, delle barricate insomma, barricate che dovevano servire a proteggere proprio quella gente tranquilla e di pace, da un presunto attacco della polizia che si prospettava da giorni. Allora mi sono spinta su per i boschi, ed era pieno di tendine piccole e sacchi a pelo ovunque, tutti disposti bene, alcune in luoghi appartati, altre vicine tra loro, la cosa che più mi piaceva era che li nonostante una gran folla di persone  non si vedeva un pezzo di carta per terra, non un rifiuto, nulla, era tutto pulitissimo e tutto davvero piacevole.
Nel bosco calpestando foglie e Muschi, tra le Felci, le Edere, gli Amorini, le Alchemille e l’Assenzio  e qualche residuo fiore giallo di Borragine, sentivo la terra umida e profumata sotto ai mie piedi, e con lo sguardo vedevo enormi alberi di Castagno e Pini stagliarsi verso il cielo. Per questo era un vero peccato che ovunque si andasse si sentiva sempre il rumore delle auto dall’autostrada, e non non si sentiva a sentire solo il naturale rumore dei numerosi ruscelli spontanei che ci sono ancora in quei bei luoghi. Gli alberi, i mie amici alberi, fortunatamente coprivano quelle orribili colonne di cemento dell’autostrada che hanno già devastato il panorama, insomma passeggiavo in silenzio cercando di distogliere l’attenzione dagli scempi del cemento e dal rumore delle auto lontane e cercando di concentrami solo sul bello, e cioé sui canti degli uccellini e dell’acqua che scorreva. Quel gran bel luogo domenica era per me davvero bellissimo. Si poteva anche vedere l’immenso lavoro degli uomini di un tempo, terrazzamenti di pietra, piccoli ripari in grotte naturali, sentieri di pietre ormai levigate dal tempo…

Poi tornando giù sono andata a vedere la casa di pietra e la casa sull’albero e li ho proprio capito quanto amore circola da quelle parti, quanto amore circola tra i NO TAV, quanto amore per la terra c’é ancora e quanto coraggio ancora per resistere a questa costante violenza subita nel corso di decenni, sempre e solo  per avantggiare o quegli alieni sciatori che della montagna non hanno mai capito un emerita cippa o i loschi affari di chi opera nel cemento e nelle grandi opere.

Intanto si faceva sera, avevo fame, ma non c’era cibo per tutti, nessun bar e sapevo bene che quel poco cibo che le sante donne stavano preparando, doveva essere di conforto a quelli che da giorni vivono alla Maddalena per proteggerla,  e per chi sarebbe rimasto li a dormire nella notte, e allora ho bevuto un po’ di buona acqua di ruscello e sono andata incontro alla fiaccolata che scendeva giù da Chiomonte.

Mentre passeggiavo in discesa ad un certo punto mi sono trovata in mezzo alle Lucciole, e li la gioia che già sentivo forte nel mio cuore é ancora aumentata e mi ha letteralmente assalito, erano anni che non vedevo le lucciole, questi piccoli esserini luminosi che quando si amano emettono della luce. Ce n’erano a centinaia e io giocavo con loro, così ne ho delicatamente presa una e l’ho trattenuta per un attimo sul palmo della mia mano, era buio e non la vedevo potevo solo scorgere quella luce lampeggiante e sentire le sue zampettine camminare sulla mia pelle, e poi vederla volare via…  ma che meraviglia é la natura? qusta tecnologia perfetta io credo che noi umani non la raggiungeremo mai, é così bella la natura nelle sue manifestazioni naturali, perché la gente non capisce…
ma ecco che si inizia a vedere in lontananza, dall’altra parte della valle, un serpentone luminoso che scende da Chiomonte, era la fiaccolata che era appena partita.
Mi siedo e aspetto con calma e gioia, dopo un oretta, ecco che si vedono arrivare le prime persone, prima un bambino urlante e felice che chiedeva a sua madre di spegnere le torce perché il suo braccialetto luminoso lo divertiva di più, e poi una sfilza di mamme, ragazzi, ragazze, nonne e nonni…
Ma quanti anziani ci sono tra i No Tav?

Tanti!
si ce ne sono tanti di nonne e nonni NO TAV, tantissimi, ed é anche per loro che io sono fieramente NO TAV.

Mi piace guardarli negli occhi, i mie nonni erano le persone più sagge che ho conosciuto, e io mi fido dei nonni, perché loro sono venuti prima del boom economico, sono meglio dei nostri genitori quelli del miracolo economico, loro non sono instupiditi dalla crescita e dal consumismo sfrenato, loro hanno visto la guerra e loro sanno ancora bene cos’é la vita perché ancora ricordano.
Io mi fido dei nonni e li amo molto, moltissimo, é anche per questo io sono NO TAV.

E poi ecco arrivare i primi amici, quelli che hai visto ieri alla riunione e quelli che non vedevi da anni, quelli che mai avresti immaginato di trovare li ma ti riempie il cuore reincontrarli e quelli che invece li cerchi sempre ogni volta che ci vai, perché sai che loro come te ci sono sempre alle manifestazioni NO TAV.

E poi via, ecco i tanti sorrisi, gli occhi lucidi, gli sguardi profondi di chi sa e capisce, il cuore é caldo e la mente è sgombra. L’amore sale e ti entra dentro le ossa, ti senti a casa e questa é la mia casa, questa é la mia famiglia e allora ecco gli abbracci, i baci, le risate, i silenzi…
Si siamo sempre noi, siamo qui da anni, forse da secoli, forse da millenni, siamo il popolo della terra e adesso é venuto il tempo che questa nostra terra madre ce la riprendiamo! Vedrete che presto questa terra che ci avete sotratto e che avete stuprato violentato e depredato a più non posso, noi ce la riprenderemo e ce la riprendermeo in tutto il mondo e finalmente potremo prendercene cura e rispettarla armoniosamente viversi insieme.
La terra é amica di chi la rispetta lei ci aiuterà, i tempi sono maturi l’amore sta crescendo, e noi popolo della terra nonostante tutto noi RESTIAMO UMANI.

Viva la valle di susa, viva i NO TAV,
viva la Terra e tutto il popolo che la abita con rispetto.

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