… e se cambiassimo gioco?

La politica degli scacchi

Quando giochiamo una partita di scacchi, ci sono due campi opposti con un interesse proprio, contrario a quello dell’avversario: tenere in piedi il proprio Re (ciò che equivale a fare cadere quello dell’avversario).

La partita termina quando uno dei due avversari capitola, abbandona (lo scacco matto o il Re sdraiato sulla scacchiera, in segno di sottomissione), oppure si trova costretto a cessare il combattimento per “manco di combattenti”: è la “patta”.
Il capitalismo funziona come questo gioco.
Non ci sono tre campi, ma due: gli interessi dei poveri contro quelli dei ricchi.
Noi sappiamo quanto sia difficile per uno dei due campi vincere l’altro, perché nella realtà, i ricchi hanno bisogno dei poveri, e viceversa. Senza questa realtà, il gioco si ferma. Ma, a partire dal momento in cui il denaro entrò a far parte delle regole del gioco, la partita di scacchi cominciò… e, a meno di una guerra nucleare o di un “diluvio”, che risultasse in una “patta”, appare evidente che la partita è destinata a durare a lungo. Ma se il fine di entrambi i campi è noto (per i poveri è il comunismo, nel senso buono del termine, per i ricchi è l’autoritarismo), i mezzi per realizzarlo devono essere trovati tenendo conto delle regole del gioco. A meno che, ovviamente, uno dei due campi voglia cessare la partita, senza all’occorrenza proporre un nuovo gioco.

Una volta stabilito il fine, bisogna parlare di regole e del modo di servirsene per riuscire a vincere l’avversario. Ogni campo dispone di pezzi differenti, che hanno caratteristiche di spostamento differenti, e possiedono un diverso valore d’attacco e di difesa, legato al posizionamento dell’insieme dei pezzi sulla scacchiera. Il potere giudiziario, i media, il potere finanziario, il sindacalismo. Tutti questi pezzi possono esercitare la loro forza solo in alcune mosse, più o meno favorevoli, che creano un rapporto di forza a vantaggio dell’uno o dell’altro dei due campi.

Come in una vera partita di scacchi, molteplici combinazione d’attacco o di difesa sono possibili, ma il vantaggio acquisito da una delle due parti può avere grosse ripercussioni: se dei pezzi, quali la libertà di stampa, la giustizia ed il sindacalismo, sono “mangiati” dall’avversario, allora la partita diventa veramente difficile. Resta sempre una possibilità di rimetterli in gioco, ma i pedoni hanno bisogno di molto coraggio e di tecnica per raggiungere il lato opposto della scacchiera.

Nella partita di scacchi che stiamo attualmente giocando, la parte avversa sta attaccando pericolosamente le nostre posizioni, e sembra che il gioco dell’avversario ci sia sfavorevole: bisogna essere vigilanti per non farsi battere.

L’errore abitualmente commesso dal giocatore in difficoltà, non consiste tanto nell’essere stato poco vigilante, ma piuttosto di esserlo stato troppo, tralasciando di calcolare l’inevitabile attacco parallelo, che si profila sul lato opposto della scacchiera. Dei pedoni mangiati uno dopo l’altro, e che tra poco impediranno, da un lato, il recupero di importanti pezzi (precedentemente mangiati) e dall’altro la difesa dei pezzi, pesanti e minori, che sono rimasti. In più, non si deve mai scordare che prevedere la prossima mossa è una buona cosa, ma che l’avversario può ugualmente prevedere questa mossa, oltre a quella che farà una volta tentata la vostra.

 

 

Il giocatore con la visione più ampia, sarà senza dubbio il vincitore della partita; non solo perché respingerà i vostri attacchi, ma soprattutto perché porterà i suoi dove meno ve li aspettate, stroncando qualsiasi bella apertura.
Conoscendo le capacità di visione e di analisi che possiede il campo dei ricchi, difficilmente si può essere positivi sul risultato finale, ma non per questo tutto è perduto.
Perché se le regole del gioco sono così favorevoli ai ricchi, è dovuto al fatto che la partita è cominciata molto tempo fa, e che l’equilibrio si era già rotto.
Con il tempo, come in una partita, l’attenzione di uno dei due giocatori si abbassa inevitabilmente, e accetta o chiude gli occhi sulla modifica delle regole da parte del campo avverso. Non equivale esattamente a “barare”, ma dobbiamo per forza constatare che i poveri si trovano oggi in una situazione molto delicata. Di fronte ad un avversario coriaceo. Se dobbiamo ammettere che le regole del gioco si possono modificare, bisogna dire che sottostanno al consenso di entrambe le parti: una volta accettate dai due campi, diventano Legge. Quindi, se il campo dei ricchi è suscettibile di modificare alcune regole (come, ad esempio, la trasformazione di un pezzo nero in un pezzo bianco), anche il campo dei poveri possiede questo potere: sia uscendo dal gioco, sia minacciando di abbandonare la partita.
Cosciente del fatto che il gioco si interrompe quando tutti i pezzi sono stati “mangiati” dall’avversario, e che giocare da soli non porterà alcun risultato, il campo dei poveri può far valere questo punto di vista senza abbandonare il rispetto delle regole superiori, inerenti qualsiasi gioco.

Non esistono regole immutabili, per giocare una partita. Basta semplicemente che i giocatori siano d’accordo tra di loro.

Fatta questa precisazione, non mi resta che porvi una domanda infantile: e se giocassimo ad un altro gioco?
fonte Caleb Irri

E allora?

.. e allora smettiamola di “credere” che esista già un gioco PRESTABILITO, smettiamola di giocare al “LORO” gioco, smettiamola di credere che esiste solo il bianco e il nero, che tutto é dualità, che noi siamo solo pedine e che come pedine, ci é consentito solo di fare delle piccole mosse “pre-stabilite”, stando sempre dentro a delle regole e dentro a dei quadrettini disegnati a due colori.

RICORDIAMOLO SEMPRE
quella é la “loro” scacchiera, quella é la “loro” gabbia mentale, ma non certo la nostra…

perché? perché…

LA VITA NON E’ UNA PARTITA A SCACCHI, LA VITA E’ MOLTO, MOLTO DI PIU’ la vita é fatta da milioni di colori e milioni di sfumature

SMETTIAMOLA DI GIOCARE AL “LORO” GIOCO

 

E INIZIAMO A GIOCARE AL “NOSTRO” GIOCO, UN GIOCO NATURALE, PERCHE’ LA VITA E’ UN GIOCO IN DIVENIRE, LA VITA NON HA REGOLE, LA VITA E’ UN SISTEMA UNICO SENZA DUALITA, LA VITA NON HA SEPARAZIONI
la vita é un sistema aperto che si evolve dal disordine verso l’ordine naturalmente

LA VITA E’ MOLTO DI PIU’ DI QUELLO CHE LORO VOGLIONO FARVI CREDERE….

La vita é un sistema e non una macchina, noi non siamo un computer e non funzionamo come i computer con l’uno e lo zero, il nostro non é un sistema binario, ma un sistema complesso ricco di sfumature, di incognite, di varianti, la vita é un sistema perfetto che si autoregola e non ci sono solo due giocatori in questo gioco meraviglioso della vita ma oggi ce ne sono circa 7 miliardi di giocatori in questo giocoj, in questo sistema complesso 7 miliardi di persone possono liberamente giocare alla vita tutti insieme, la vita é un gioco bellissimo, dove nessun pedone verrà mangiato, dove non ci sono re e regine, nessun fante e nessuna torre, dove i cavalli corrono liberi e non disegnano solo una triste elle su dei quadratini bianchi e neri, quindi  ri-diamo le gambe a questi cavalli trasformati in pedine e torniamo a farli correre liberi fuori dalle “loro” scacchiere…

La vita é una rete di eventi interconnessi e interdipendenti. In essa, l’uomo è semplicemente un filo particolare nella trama della vita.
La rete della vita contempla tutto, e nulla ne rimane escluso per sua stessa natura.

Quanto più si studia il mondo vivente, tanto più ci si rende conto che la tendenza ad associarsi, a stabilire connessioni, a vivere l’uno all’interno dell’altro e a cooperare è un carattere essenziale degli organismi viventi.

Solo se riusciremo a vedere l’universo come un tutt’uno in cui ogni parte riflette la totalità e in cui la grande bellezza sta nella sua diversità, cominceremo a capire chi siamo e dove stiamo. Altrimenti saremo solo come la rana del proverbio cinese che, dal fondo di un pozzo, guarda in su e crede che quel che vede sia tutto il cielo.
Tiziano Terzani

NOI ABBIAMO IL DIRITTO DI GIOCARE!!!

Spaziamola via questa scacchiera!!

Oggi esiste un gioco diverso e si chiama fare rete, organizzarci tutti insieme e passarci informazioni in tempo reale, per sconfiggere questa maledetta scacchiera che ci ossessiona da millenni.

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