Sacchetti di plastica e creatività

I sacchetti di plastica generano forti impatti sull’ambiente sia in fase di produzione che di smaltimento. La produzione di plastica assorbe l’8% della produzione mondiale di petrolio e oltre agli impatti della fase produttiva va considerato che i rifiuti di plastica inquinano il nostro pianeta a causa della loro indistruttibilità e permanenza quando dispersi nell’ambiente. Non essendo biodegradabili, i sacchetti di plastica non si dissolvono, ma si frantumano molto lentamente in parti sempre più piccole. E le parti più piccole vengono ingerite da ogni organismo, tra questi, quelli che abitano i mari. E’ stato stimato che siano almeno un milione gli uccelli marini e 100mila le unità tra mammiferi marini e tartarughe che annualmente muoiono per entanglement (quando gli animali rimangono imbrigliati in sacchetti e finiscono per morire di fame, soffocamento o annegamento) o per ingestione di plastica”. “Ogni cittadino si stima che usi circa 400 sacchetti di plastica all’anno, è arrivato il momento di smetterla e di trovare nuove soluzioni!”

Personalmente diffido molto anche nell’uso delle bioplastiche attualmente sul mercato: Mater-Bi, Pla Ingeo, Biolice, Biotec, Biograde, Cereplast Compostables, Biotecnomais proprio perchè composte principalmente da farina o amido di mais, grano o altri cereali.
Il progresso industriale ed economico del nostro pianeta deve avere obiettivi riscontri di sostenibilità e senza pregiudizio per l’ambiente.
Le monocolture intensive di cereali sono la morte della biodiversità e richiedono, dato lo sfruttamento intensivo, di antiparassitari e diserbanti che a lungo andare desertificano i terreni, o peggio ancora colture transgeniche (OGM9. Le bioplastiche inoltre alimentano l’attuale crisi alimentare perché la loro coltivazione sottrae terreni prima destinati alle colture per il consumo umano e pertanto contribuiscono alla crisi globale dei prezzi alimentari.

Molto meglio le sporta in stoffa,
sono una soluzione durevole e ad impatto zero soprattutto se autoprodote riciclando tessuti di scarto e vecchi abiti.
articoli da leggere
http://www.portalasporta.it/
http://parma.repubblica.it/dettaglio/ago-e-filo-per-salvare-il-pianeta-le-borse-della-spesa-si-fanno-a-mano/1706281

Ma da gennaio (in realtà da sempre) le nostre case si troveranno ad essere piene di sacchetti che finalmente sono “fuorilegge”

Ecco una soluzione per riutilizzarli (senza buttarli) in modo intelligente e anche durevole, per farne oggetti d’uso eterno o quasi : )

Fare dei filati con i sacchetti di plastica vecchi.
Vi avverto che richiede del tempo..
ma stranamente potrebbe essere distensivo e anche catartico!

Le buste che uso sono borse per la spesa con manici sottili. Per lo più in bianco, ogni tanto se ne trovano di colori simpatici come il rosa, il rosso o l’arancio, ma sono abbastanza rare. Assicuratevi che i sacchetti siano puliti. Possono essere lavati e asciugati, se necessario.

1 – Appiattite le cuciture e lisciate le pieghe.

2 – Piegate il sacchetto longitudinalmente in una striscia di tre centimetri di larghezza.

3 – Tagliate le maniglie e la saldatura inferiore. Questi pezzetti possono essere utilizzati in seguito per altri abbellimenti. (http://www.flickr.com/photos/hellejorgensen/286585317/in/photostream/)

4 – Una buona larghezza è di circa 2cm. Io uso una striscia 2,5 millimetri

Potete usare l’uncinetto o i ferri come preferite e come vi viene meglio.

La plastica è divertente e piacevole da lavorare a maglia, e conferisce al prodotto finito una trama interessante, sia agile che forte

Le immagini e parti del testo arrivano da questo bellissimo sito.
http://hellejorgensen.typepad.com/

Un video che spiega bene come fare
anche se in portoghese : )

Buon lavoro e soprattutto
BUON DIVERTIMENTO!

Informazioni su zipstudio

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